Sai giocare con la parte destra del cervello?

1 Maggio 2009

” Essere un golfista mancino è un grande vantaggio. Nessuno ne sa abbastanza del tuo swing da guastarti con i suoi consigli. ”
(Bob Charles)

Per far funzionare al meglio la vostra mente, è stato applicato al golf un interessante principio della neuropsicologia moderna, quello che dice che alcune funzioni mentali sono localizzate nel “cervello destro? ed altre nella “parte sinistra del cervello?.
In parole povere sembra che il cervello sia diviso in 2 parti distinte e che le funzioni di analisi ed intellettuali si trovino nel cervello sinistro, mentre le funzioni sensoriali nel cervello destro.
La parte destra del cervello controlla la parte sinistra del corpo (muovete il braccio e la gamba sinistra con il cervello destro) e la parte sinistra del cervello controlla la parte destra del corpo.
In ciascun emisfero (cosí vengono chiamati) vengono gestite alcune attivitá caratteristiche che sono tipiche solo di quella parte del cervello.
Parlando del gioco del Golf, nella parte sinistra del cervello, chiamata analizzatrice, trovate:
- le analisi delle condizioni di gioco
- la preparazione dello swing
- la scelta del club
- l’analisi dei dettagli, lo spessore dell’erba, la forza del vento…
- l’allineamento

Nella parte destra, integratrice, abbiamo invece:
- la visualizzazione della traiettoria
- la distanza di volo
- la valutazione della distanza nei mezzi colpi
- le sensazioni e il tatto
- le immagini dei colpi di recupero

E’ molto importante che entrambe le parti del cervello siano attivate e che ognuna acquisisca al momento opportuno il ruolo di leader, permettendo quindi alle caratteristiche della parte sinistra per esempio di prevalere su quelle della parte destra.
Durante l’allenamento bisogna far funzionare per esempio il cervello sinistro, che dovrá valutare le proprie capacitá, analizzare nei dettagli le caratteristiche del percorso, valutare i rischi e le opportunitá.
Nel golf sapete meglio di me, chi sbaglia di meno vince piú spesso.
Durante la partita invece userete di piú il cervello destro, perché un controllo troppo cosciente dei movimenti probabilmente inisirebbe la loro realizzazione. Il cervello destro vi permette di mettere in atto colpi piú istintivi.
Come fare ad ottimizzare i due emisferi del cervello e acquisire la capacitá di utilizzare la parte giusta al momento giusto?
Lo scopriremo il prossimo mese.
Buon allenamento!

Fisiologia e Stato Mentale

1 Aprile 2009

” Una gara di golf si gioca per lo più su un campo lungo una spanna … lo spazio compreso tra le tue orecchie. ”
(Bobby Jones, leggenda del Golf)

Per “fisiologia” si intende semplicemente la postura del corpo, i suoi movimenti, la respirazioni e le espressioni del viso. Ogni stato d’animo è legato a precisi atteggiamenti fisiologici. Per questo motivo esiste il famoso “linguaggio del corpo” che molto spesso, anzi sempre, comunica molto più di qualsiasi parola sul nostro vero stato mentale.
Tutti sappiamo perfettamente come il nostro stato mentale influenzi la nostra postura, il nostro corpo e la nostra fisiologia. Basti pensare a come il nostro sistema immunitario e il nostro fisico risulti indebolito quando la nostra mente è sovraccaricata e stressata.
Pochi peró parlano di come sia vero anche il contrario, di come la nostra fisiologia influenzi il nostro stato mentale.
Fate questo esercizio:
- sedetevi su una sedia con il capo chino, lo sguardo verso il basso e le spalle curve. Pensate alla prossima gara che dovete giocare e datevi un voto da 1 a 10 sulla vostra possibilitá di fare un’eccellente performance
- ora alzatevi in piedi, fate un bel respiro, alzate la testa e lo sguardo verso l’alto, sorridete e pensate alla stessa gara. Datevi un voto da 1 a 10 sulla possibilitá di fare un’eccellente performance
Come è andata? Con quale fisiologia avete ottenuto un punteggio migliore?
Qualsiasi sia il vostro livello di gioco, se volete diventare un giocatore forte ed ottenere risultati importanti dovete assumere un atteggiamento di un campione. Ciò non significa montarsi la testa, ma piuttosto essere sicuri e determinati su ciò che si vuole ottenere e non lasciar spazio all’indecisione o allo sconforto.

Provate a pensare a quante volte vi siete trascinati tra un colpo e l’altro con le spalle ricurve e la testa bassa in preda allo sconforto. Come potete pensare che quell’atteggiamento vi possa aver aiutato a migliorare la qualità del vostro gioco?
Anche se è difficile, occorre cercare sempre di reagire e cercare di ricreare in voi quell’atteggiamento vincente che vi possa ispirare emozioni di sicurezza e certezza, tranquillità e serenità, fiducia e grinta, entusiasmo e motivazione.
E ricordate che una delle cose che influenza maggiormente la nostra postura e il nostro stato mentale è il nostro dialogo interno, quando la nostra mente è come se parlasse a se stessa. Prima di un colpo, durante l’esecuzione e dopo il colpo, la nostra mente tende a parlare a se stessa, e il rischio è che possa “creare danni alla prestazione, per questo motivo il mio invito è di allenarsi a controllare il dialogo interno e gestirlo nel migliore dei modi. Se non possiamo mettere la nostra mente a taciere, possiamo educarla a rivolgersi a sè in maniera diversa. Assumi il controllo della conversazione e decidi di mettere a tacere quella parte di te che continua ad infastidirti.
Rivolgiti delle domande produttive tipo “Come posso fare meglio? Cosa devo cambiare per migliorare? Come posso trasformare questa situazione in un’opportunità? Come posso usare ciò a mio vantaggio??.
Quello che ci diciamo influenza la nostra fisiologia e la nostra fisiologia influenza il nostro atteggiamento mentale.

Finisci con uno sprone positivo in grado di riattivarti e sforzati di rivolgerti a te stesso in termini positivi e rispettosi, come se fossi un campione… in fondo lo sei, no?

Concentrazione massima

1 Marzo 2009

“Il golf è uno sport in cui forza d’animo, determinazione incrollabile e cieca devozione non vi procureranno mai altro che un’ulcera”
(TOMMY BOLT, da Golf Forever)

Mantenere alta la concentrazione per quattro ore continuate di gara è pressochè impensabile. Per questo motivo molti giocatori riscontrano un calo incredibile di attenzione e conseguentemente di risultati, verso le ultime buche.
Il segreto per rimanere così a lungo concentrati risiede nell’abilità di tenere alta la concentrazione e l’eustress (lo stress positivo) giusto quel minuto necessario a giocare ogni colpo, e staccare la spina nel tempo che intercorre tra un colpo e l’altro, camminando verso la pallina appena giocata. Il segreto è proprio questo: staccare completamente la spina. Cosa fare quindi tra una buca e l’altra?
Non parlate di “score” e di come avete appena giocato (soprattutto dopo un colpo non entusiasmante) ma distraete la mente. Datele l’opportunità di ricaricarsi pensando ad altro. Gustatevi la giornata, respirate profondamente e sorridete il più possibile.
Staccate la spina e riattaccatela quando riprenderete in mano il prossimo bastone che vi servirà per giocare la pallina, addressatevi, colpite, e poi… di nuovo staccate la spina. In questo modo vi garantirete un livello di attenzione e concentrazione altissima per tutto il tempo della gara, anche se questa dura più giorni consecutivi.
Come si può mangiare un elefante intero? Un boccone alla volta! Tutte le imprese sono realizzabili se affrontate nel modo giusto, anche giocare 18 buche esprimendo il massimo rendimento dalla prima all’ultima. Il segreto è riuscire a giocare un colpo alla volta.
Quante volte vi capita di mettervi sulla palla pensando al colpo precedente?
Capita soprattutto quando sbagliamo e non ci sentiamo soddisfatti del nostro gioco. Molte volte mi è capitato di vedere giocatori che fisicamente erano sulla palla con il ferro giusto in mano, ma con la testa erano ancora al colpo precedente.
Il presente è l’unica realtà di cui possiamo godere.
Il qui ed ora espresso dal presente, è l’unica possibilità che abbiamo per esprimere le nostre abilità. Vale nella vita e, come spesso accade, vale anche per il golf. L’unica realtà è data dalla pallina che stai per colpire, quindi stai lì. Rimani con la mente su quel momento. Pensare a cosa è successo prima e a cosa dovrà succedere dopo, non ti aiuterà ORA a colpire la pallina. Sforzati di pensare a ciò che devi/vuoi fare ORA.

Per esperienza, sappiamo che una buca si può concludere con un birdie anche con all’attivo un colpo pessimo, e viceversa si può incorrere in un bogey anche dopo aver giocato dei bei colpi. Se vi può aiutare pensate al fatto che ogni colpo giocato non è un bel colpo e neanche un brutto colpo, ma è “solo un colpo?, e che vi ha avvicinato alla buca. Ora dovete proseguire.
Quindi, giocate la vostra palla, concentrati e determinati, dopodichè, mettete subito via il bastone nella sacca, se volete toglietevi il guanto, ed incamminatevi verso la vostra pallina. Da quel momento, il colpo che avete appena giocato, non c’è più, è alle vostre spalle. Camminate rilassati e staccate la spina per qualche minuto, la riattaccherete quando avrete in mano il ferro per il prossimo colpo.

Il giocatore, il gioco e la pallina

29 Gennaio 2009

Non so se per voi sia lo stesso, ma spesso mi vengono in mente associazioni mentali fra lo sport e il gioco d’azzardo.
Pensate ad uno sport individuale come il golf: si é soli cercando di concentrarsi al massimo. Pensate alla situazione piú scomoda: quando cercate di concentrarvi e la concentrazione vi sfugge via. Quanti di voi avranno provato questo disagio. Senti che la concentrazione vi scivola via dalla mente, proprio nel momento in cui avete piú bisogno. E’ una sensazione simile a quando si sta pensando a qualcosa che sfugge via quasi involontariamente. Qui entra in gioco la paura. La consapevolezza che la concentrazione vi sta abbandonando e che la tensione o la paura di sbagliare sta prendendo il sopravvento e vi spinge verso due situazioni: la peggiore, cioé quella in cui effettivamente la paura di sbagliare vi induce in errore e a fare quello che non avreste dovuto fare (come nella condizione giá analizzata nel post precedente sulla massimizzazione del dialogo interno), e quella in cui il cervello tenta di analizzare tutte le alternative giungendo quasi in una situazione di stallo. Da qui ne potete uscire solo con due soluzioni.

Quella disastrosa, nel momento in cui la molteplicità delle variabili prende il sopravvento, gettandovi nel panico e facendovi gettare la spugna. In termini tennistici si direbbe che si é giá sotto la doccia e non si vede l’ora di finire e perdere la partita per porre fine all’agonia.

Quella vincente invece la si gioca tutta su un braccio di ferro fra i vostri nervi saldi, il caso e la voglia di vincere.
I nervi saldi fanno si che la vostra mente riesca a mettere ordine al caos e si riesca a focalizzare una strategia.
Il caso é la cunetta che puo’ correggere una traiettoria non troppo perfetta a vostro vantaggio.
La voglia di vincere é aggrapparsi al ferro quasi per infondere energia in esso.

Ora, come nel gioco, si puó essere sicuri delle vostre abilitá, delle vostre chance, delle carte che avete in mano, di aver contato le carte, di mantenere i nervi saldi… ma non si puó mai essere sicuri di vincere.
Come per il miglior tiro, il caso, il fato, il filo d’erba (dategli il nome che volete) o come nel gioco della roulette; all’ultimo istante la pallina puó prendersi gioco di voi e deviare quello che avete tanto pensato e voluto.
Puó mandare a monte una strategia perfetta. O puo’ correggere e mandare in buca un’esecuzione approssimativa.

Ma é quell’istante infinito che separa la gioia dalla disperazione che rende cosí interessante il gioco.
E l’eterna sfida fra voi e la pallina va avanti.

GESTIRE L’ANSIA

3 Dicembre 2008

“Il Golf non è un gioco per rilassarsi, il Golf è tutto, il Golf è una filosofia, è una religione, assolutamente e sottolineo assolutamente”
(Sir Bob Reid)

Parlando di rabbia e ansia da gioco del Golf non posso non raccontare l’episodio piú incredibile a cui ho assistito durante una gara di professionisti qualche anno fa.
Uno dei giocatori era evidentemente nella classica giornata NO. Non gli riusciva neanche un colpo: piú sbagliava durante il percorso e piú veniva sopraffatto da collera e rabbia. Dopo aver insultato la pallina, la sabbia, il campo, il vento, il suo caddie e l’erba arrivó persino a rompere un putter.
Ma il bello doveva ancora arrivare. All’arrivo sul green n. 18 prese la propria sacca e la gettó con violenza nel laghetto davanti allo sguardo esterefatto dei clienti che stavano pranzando al ristorante. Dopo pochi secondi si avvicinó al laghetto, vi si immerse, cercó qualcosa nella borsa, la ributtó in acqua e se ne uscí come se niente fosse successo.
Stupefatto mi avvicinai a lui e gli chiesi che cosa avesse preso dalla sacca. Con grande tranquillitá mi rispose “Le chiavi della mia macchina!?.
In un contesto sportivo l’impatto dello stress puó essere enorme. L’unione dell’ansia da competizione e la pressione riguardo al miglioramento delle nostre performance puó diventare una bomba ad orologeria. Un po’ di stress peró è essenziale per la “peak performance?, per questo dovete imparare a convivere con queste emozioni negative, acquisire le tecniche per imparare a gestire lo stress e riuscire a canalizzarlo verso l’obiettivo.
Esercizi per gestire stress ed ansia:
- prendete un foglio di carta e ogni volta che eseguito uno swing in allenamento, valutate da 1 a 10 la tensione muscolare durante il movimento. Scrivetelo su un foglio e tenete traccia dei miglioramenti
- prima di cominciare la partita fate una lista dettagliata delle vostre sensazioni corporee: la tensione delle mani e del collo, il radicarsi dei piedi al suolo, la leggerezza del club
- se siete ansiosi e affondate la testa nelle spalle impedendole di muoversi, immaginate di essere una giraffa che con il suo collo lungo cerca delle foglie sui rami di un albero
- se la tensione muscolare si esercita soprattutto nella parte inferiore del corpo e non riuscite piú a radicarvi al suolo, immaginate che le vostre gambe abbiano la pesantezza di quelle di un elefante
- respirate almeno 3 volte accentuando l’espirazione e cercando di far lavorare l’aria nell’addome. Quando siete agitati la vostra respirazione avviene nella parte alta del busto facendo rialzare le spalle e si rafforza l’inspirazione che a sua volta favorisce ulteriore contrazione. L’espirazione addominale prolungata invece fa abbassare le spalle, rendendole autonome e libere di girare, migliorando il rilassamento muscolare
Diventa inoltre molto importante staccare la spina tra un colpo e l’altro: non parlate di score o del tiro appena fatto ma distraete la mente e datele la possibilitá di ricaricarsi pensando ad altro. Gustatevi la giornata, osservate il percorso, respirate profondamente e sorridete. Riattaccate la spina quando prendete in mano di nuovo il prossimo bastone, addressatevi e …. Colpite!

Un Golf “sensazionale”

1 Ottobre 2008

“Il Golf è un gioco che quando non riesci ci provi e ci riprovi. E se sei onesto, lo segni sul cartellino dei punti”
(SEYMOUR DUNN, da The Complete Golf Joke Book)

Questo mese anche i giocatori con sistema rappresentazionale cinestetico finalmente avranno il loro piano di allenamento mentale personalizzato.
Nella vita di tutti i giorni, e quindi anche sul campo da Golf, la vista è sicuramente il senso predominante, al punto da occultare altri segnali sensoriali.
Durante un percorso provate a fermarvi per qualche minuto in un sottobosco e chiudete gli occhi: in pochi istanti emergeranno sensazioni a cui prima facevate poco caso tutti concentrati verso la buca successiva. Vi eravate mai accorti dei profumi del bosco? E del contatto della terra con le scarpe? Quali suoni e rumori non avevate notato?
Ecco una lista di esercizi utili per tutti coloro che hanno una predominanza di gioco cinestetico.
GOLF CINESTETICO
- allenatevi a fare lo swing con gli occhi chiusi. Vi allenerete a “swingare? la pallina invece di colpirla
- prendete un foglio di carta e ogni volta che eseguite uno swing in allenamento valutate da 1 a 10 la tensione muscolare durante il movimento. Scrivetelo su un foglio e tenete traccia dei miglioramenti
- prima di cominciare la partita fate una lista dettagliata delle vostre sensazioni corporee: la tensione delle mani e del collo, il radicarsi dei piedi al suolo, la leggerezza del club
- impugnate il club al contrario e swingate normalmente. Percepite il rumore del manico che fende l’aria localizzato alla destra del giocatore, perché l’accelerazione massima deve avere luogo nella parte discendente e non dopo aver colpito la pallina
- se siete ansiosi e affondate la testa nelle spalle impedendole di muoversi, immaginate di essere una giraffa che con il suo collo lungo cerca delle foglie sui rami di un albero
- se la tensione muscolare si esercita soprattutto nella parte inferiore del corpo e non riuscite piú a radicarvi al suolo, immaginate che le vostre gambe abbiano la pesantezza di quelle di un elefante
- oppure immaginate che i vostri piedi siano le radici di un albero che affondano in profonditá nel terreno; percepite la stabilitá della vostra posizione
- in situazioni critiche e ansiose respirate almeno 3 volte accentuando la respirazione addominale; migliora il rilassamento muscolare e abbassa le spalle
- al di fuori delle gare dedicate alcune giornate a giocare tutti i colpi con gli occhi chiusi, concentrandovi sulle sensazioni e sul movimento. Immaginate dove atterra la pallina e poi aprite gli occhi per osservare la differenza tra il risultato reale e ció che vi aspettavate
- per acquistare buone sensazioni nel Putting lavorate sul movimento, prima senza il club e poi senza la pallina; ricercate le diverse sensazioni del contatto con il grip e tra le mani
- mettetevi in address per giocare il vostro colpo abituale, chiudete gli occhi ed eseguitelo. Prima di aprirli, valutate le vostre sensazioni sul colpo e decidete se la pallina è andata a destra o a sinistra dell’obiettivo, se è andata corta o ha oltrepassato la buca. Aprite gli occhi e controllate la veridicitá delle vostre sensazioni, stabilendo a quale sensazione potete attribuire l’errore
- se la tensione vi fa stringere troppo il grip fate diversi tentativi provando con un grip troppo stretto o troppo allentato. Anche senza pallina. Verificate quale sia piú vicino al vostro putting abituale
Quali sensazioni provate dopo un swing perfetto, un birdie, o un One-Putt?
Fermatevi un attimo e godetevi il vostro Golf SENSAZIONALE!

Aguzza la vista

1 Settembre 2008

“Il Golf è come una storia d’amore: se non la prendi sul serio non è divertente; se la prendi sul serio ti spezza il cuore”
(ARNOLD DALY)

Bene! Dopo aver identificato il mio sistema rappresentazionale preferito quali esercizi posso fare per migliorare la mia tecnica?
Partiamo con gli esercizi per i giocatori visivi, ai quali per allenarsi converrá sfruttare la vista o le immagini, o addirittura entrambe.
Abbiamo giá discusso insieme di come siano potenti le immagini e che uno dei motivi per cui funzionano cosí bene è che il cervello le usa come suo linguaggio interno. Infatti spesso il cervello non conosce la differenza tra un evento reale e una sua visualizzazione molto vivida.
Essere capaci di lavorare mentalmente con le immagini di una buona performance, durante o dopo una gara è un’abilitá importantissima. Usare appropriatamente le immagini durante l’allenamento permette al corpo di conseguire il suo obiettivo finale, senza dover eseguire effettivamente il processo. Un altro vantaggio che deriva dalla visualizzazione e dall’immaginazione è che esse permettono alla mente e al corpo di apprendere ad un ritmo molto piú veloce, rispetto a quello consentito dalla sola esecuzione fisica.

Adesso vorrei proporvi esercizi utili per l’allenamento (mentale e non) nel putting.
Metá del gioco su un campo da golf si svolge sul green e nonostante l’importanza, questa componente del golf è la piú trascurata. Non solo. Ma sono tutti d’accordo nel dire che in questi momenti l’aspetto mentale è decisamente piú importante della tecnica.
La paura di sbagliare mischiata abbinata al bisogno di riuscire puó essere una bomba ad orologeria per il tuo cervello.

IL PUTTING, ESERCIZI PER GIOCATORI VISIVI
- cercate di fare dei putt davanti ad uno specchio, osservando lo stance, il movimento della testa del putter, il corpo immobile…
- per imparare ad oltrepassare la buca mettete un oggetto ben visibile, per esempio una bottiglia al di lá della buca e cercate di colpirlo
- visualizzate il tragitto tra la pallina e la buca. Prima di eseguire il putt fate un colpo di prova seguendo la linea con lo sguardo, con la stessa velocitá con cui viaggerebbe la pallina
- se il green è molto rapido invece di modificare il vigore del colpo immaginate che la buca sia piú vicina
- se il green è lento invece immaginate che la buca sia piú lontana che in realtá
- per non essere disturbati dai rumori esterni immaginate di colpire all’interno di una campana di vetro
- immaginate che vi sia una calamita nella buca e che attiri la vostra pallina
- potete visualizzare la buca come una caverna o come una galleria che si deve attraversare
- E per finire VISIVO E CINESTETICO INSIEME! Prima di colpire, chiudete gli occhi e immaginate che la buca sia molto grande (per esempio un buco nero che aspira qualunque cosa)…come vi fa sentire questa sensazione?

Apri gli occhi, perché adesso non resta che tirare e… metterla in buca!

Il tuo GOLF é visivo uditivo o cinestetico?

1 Luglio 2008

“Quando mi avvicino alla palla posso visualizzare il tiro che sto per fare. Quando tiro fuori il club dalla borsa posso ancora vedere il colpo nella mia mente. Quando sistemo la pallina lo posso vedere ancora, e da quel momento è solo questione di fare quel movimento con le mie braccia, che ho appena visto nella mia mente. Quando mi interrompo in questo processo, raramento faccio un bel colpo”
(Sam Snead)

Sei sul green del tuo club e devi fare un putt in discesa di 3 metri e mezzo, con una pendenza verso sinistra; studi il green, ti sistemi e rispondi a queste domande:
a) la pallina è rotolata o ha saltellato?
b) il green era secco o era umido?
c) di che colore era la bandiera?

Ora rispondi a queste domande:
a) cosa ti sei detto prima di colpire la pallina?
b) sentivi il rumore del vento?

Infine a queste ultime 3 domande:
a) Con che forza hai stretto il grip?
b) Hai colpito o accarezzato la pallina?
c) Hai avuto la sensazione che la pallina avesse oltrepassato la buca?

Hai avuto piú facilitá a rispondere alle immagini della prima serie domande o ai suoni della seconda serie? O forse è stato piú facile con le sensazioni delle ultime 3 domande?
Ognuno di noi ha uno specifico modo di percepire la realtá attraverso i 5 sensi e di rappresentarla a se stesso. Per questo motivo parliamo di SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI come della capacitá che il nostro cervello ha di rappresentarsi la realtá attraverso i 5 sensi. Anche il giocatore di golf utilizza uno o piú sensi in modo prevalente rispetto agli altri, a seconda del momento che sta vivendo, dell’esperienze passate, delle condizioni fisiche e psicologiche in cui si trova.
C’è chi riesce con grande facilitá a crearsi immagini (vista) mentali del colpo che si accinge a colpire, chi invece si ripete mentalmente (udito) una parola che lo carica psicologicamente o chi sperimenta soprattutto sensazioni (tatto, olfatto e gusto). E’ molto importante che tu esamini la tua naturale capacitá di evocare piú facilmente immagini, suoni o sensazioni perché questo influenza anche la tua capacitá di apprendimento durante l’allenamento o la tua performance in gara.
Insieme alla modalitá “visiva? ed “uditiva?, per comoditá rappresenteremo con il termine “cinestetico? tre modalitá sensoriali, quella tattile, olfattiva e gustativa.
Pensaci attentamente. Quando gioco bene utilizzo piú le sensazioni, i suoni o le immagini?
Cosa cambia rispetto a quando gioco male? Le immagini sono diverse?
Per esempio una performance eccellente puó essere associata ad immagini luminose, ad un volume elevato o a sensazioni di eccitazione e affanno. Comparala con una gara scadente nella quale il ricordo potrebbe essere distante, piú piccolo, sfocato, piú silenzioso con sensazioni molto differenti.
Per fare progressi devo migliorare il mio lato debole (visivo o cinestetico) o ottimizzare il mio lato forte?
Prima di tutto individua il sistema rappresentazionale che utilizzi prevalentemente; rendi coerente il modo di comunicare a te stesso durante la gara con il tuo sistema preferito; durante l’allenamento utilizza esercizi specifici per giocatori visivi, uditivi o cinestetici.
Dove trovo esercizi specifici per il mio sistema rappresentazionale preferito?
Beh, ovviamente sul prossimo numero.
Ci vediamo tra un mese (per i visivi) oppure ci sentiamo tra un mese (per gli uditivi).

Com’é il tuo SWING mentale?

1 Giugno 2008

“Dio mi ha dato questo dono ed egli può togliermelo altrettanto velocemente. Non voglio indurlo in tentazione non praticando. Non c’è altro che io debba fare che giocare a Golf”
(Lee Trevino)

Quante volte hai sentito dire che quando si lavora in campo pratica con lo scopo di migliorare un gesto tecnico o un movimento (ad esempio il tuo swing) sia necessario (anzi indispensabile) fare molte ripetizioni?
“La ripetizione è la madre di tutte le abilità? mi hanno insegnato.
Infatti sembra che il cervello per assimilare a livello inconscio un movimento ha bisogno di almeno 14.000 tentativi.
Vorrei peró aggiungere un nuovo tassello alle tue convinzioni su come migliorare e accelerare il processo di apprendimento del gesto.
Abbiamo giá visto come la mente umana abbia difficoltà a distinguere eventi realmente vissuti o immaginati in modo molto specifico.
“La ripetizione è la madre di tutte le abilità?, è vero, ma nessuno ci ha mai detto che alla ripetizione del movimento sul campo si puó affiancare una ripetizione mentale.
Tanto per cominciare una pratica assidua serve solamente se il gesto ripetuto è quello giusto. Diventa quindi fondamentale che la mente conosca perfettamente il movimento corretto che vogliamo eseguire. Quindi, primo passo, dovete assicurarvi di avere perfettamente in testa cosa volete fare e come lo si deve fare. L’ideale è poter vedere prima il movimento che si vuole riprodurre fatto da un professionista in modo esemplare (usate un video per esempio) fino a quando, chiudendo gli occhi, non si è in grado di riprodurlo fedelmente anche nella mente.
In questa prima fase visualizzate in modo dissociato (vedete voi stesso eseguire il colpo). Questo primo momento dell’allenamento è fondamentale. Ad esempio, spesso si esegue male il movimento dello swing perché nella nostra mente non è chiaro il giusto movimento da fare, né tanto meno il movimento che stiamo eseguendo.
Vedersi allo specchio o in un video può aiutare a farsi una precisa immagine mentale.
Subito dopo passate ad una visualizzazione associata del colpo. Sempre ad occhi chiusi, immaginatevi addressati sulla palla, mentre eseguite il colpo in maniera corretta. Sentite le le sensazioni del corpo, delle braccia, dei polsi, ecc. (potete anche muovervi fisicamente rimanendo ad occhi chiusi, con il bastone in mano ma senza pallina). Abituatevi al nuovo movimento immaginandovi già mentre lo fate in maniera corretta.
Il passo successivo è andare realmente in campo pratica ad esercitarsi. Non vi aspettate di colpire immediatamente come nelle immagini, ma rimarrete stupiti per la rapidità con la quale il vostro inconscio assimilerá il cambiamento.
Praticare per credere!

La Visualizzazione

15 Aprile 2008

“Non tiro mai un colpo senza averlo prima ben visualizzato in mente: prima di tutto, vedo dove voglio mandare la palla, poi vedo la palla che ci va, la sua traiettoria e il suo atterraggio. Nell’immagine successiva ci sono io che trasformo le immagini precedenti in realtà”
(Jack Nicklaus)

Una caratteristica di tutti i grandi giocatori di golf è quella di sapere sognare ad occhi aperti. Tutti i grandi campioni hanno vinto con fisici e tecniche diverse ma con la stessa capacità di vedere in modo chiaro nella loro mente l’obiettivo da realizzare.

Vi è mai capitato di svegliarvi nel cuore della notte e non sapere se il sogno era successo davvero? La mente non riesce a distinguere tra la realtá percepita e quella immaginata in modo intenso.
Provate a ricordare la piú bella partita mai giocata nella vostra vita. Vedete quelle che vedevate allora, sentite le parole e i suoi che sentivate allora. Sono sicuro che state provando anche le stesse emozioni di allora.
Visualizzare vividamente significa orientare la propria mente verso la giusta direzione ma soprattutto significa creare un vero e proprio riferimento per l’inconscio.
Ricordate: non c’e’ differenza tra realtá immaginata e percepita.
Quando immaginiamo vividamente qualcosa, le nostre azioni che subito dopo intraprendiamo hanno un livello qualitativo completamente diverso. Le nostre risorse personali diventano più facilmente accessibili e la motivazione che si genera dentro di noi ci dà la forza di superare qualsiasi difficoltà.

ESERCIZIO
Create un’immagine di voi stessi mentre giocate a golf, o vi dedicate ad un suo aspetto specifico, secondo uno standard molto elevato. Dovete farlo in uno stato dissociato (cioè dovete guardare voi stessi mentre giocate). Abituatevi a guardare voi stessi, osservando ciò che state facendo bene, fissando l’attenzione sui punti chiave.
Al momento che vi sembra appropriato, entrate nel “voi? che state osservando. Diventate totalmente associati, ossia totalmente dentro il “voi? che sta eseguendo un’ottima performance. Diventate consapevoli di tutto quello che è associato all’ottima performance, ad esempio come questa appare, come la vedete, da quali suoni è accompagnata, come vi fa sentire, sia in termini di emozioni, sia per quanto riguarda le vostre sensazioni fisiche. “Sentite? il ferro che state utilizzando. Percepite il modo in cui sentite il terreno quando siete in uno stato di coordinazione ed equilibrio perfetti. È un’abilità meravigliosa essere capaci di riconoscere e ricreare una buona performance in uno stato totalmente associato.

E’ quindi molto importante costruire immagini precise e vivide di sè stessi mentre si gioca a golf nel migliore dei modi creando riferimenti eccellenti per la propria mente inconscia la quale te li renderà disponibili nei momenti che contano.